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Vacanze in Toscana

Le fonti dacqua medievali: i bottini

Piazza del Campo, Siena
Photo by PhillipC
Siena, sorta su tre colli, non è bagnata da alcun fiume. Penetrando nel sottosuolo però, si scopre una grande rete di canali sotterranei, che si snodano per oltre 25 chilometri sotto la città e il suo territorio: i bottini.

La mancanza d’acqua, infatti, soprattutto nel periodo in cui Siena fu protagonista di una grande crescita demografica, intorno al XII secolo, spinse i cittadini a scavare nella roccia un’estesa rete di gallerie sotterrane, quasi tutte percorribili a piedi, per poter così fornire d’acqua le numerose fonti della città.

Tali fonti inoltre, si caratterizzano per la loro estrema funzionalità. Sono infatti suddivise in tre vasche di raccolta, collocate a vari livelli di altezza. La vasca posta più in alto, riceveva l’“acqua nova”, utilizzata per bere e cucinare. La seconda vasca, posta più in basso, riceveva l’acqua dalla prima, ed essendo meno pulita serviva per abbeverare gli animali. La terza vasca infine, raccoglieva l’acqua che si poteva utilizzare per lavare i panni e innaffiare i campi, o per qualsiasi altro uso artigianale.

Zenith
Photo by aldoaldoz
Nel corso degli anni successivi, queste fonti furono coperte con delle volte, e fortificate, per meglio custodire l’acqua sia dagli agenti atmosferici, sia dall’incuria della gente. E siccome l’acqua era un bene prezioso e indispensabile, furono persino assunti dei custodi dal comune, con il compito di sorvegliare la fonte ed il suo bottino e per evitare che qualcuno ne facesse un uso improprio.

Da pochi decenni è stato realizzato a Siena un moderno acquedotto che però non ha del tutto soppiantato il vecchio acquedotto sotterraneo, che continua ancor oggi a rifornire d’acqua le fonti della città.
Sono organizzate anche delle visite guidate nei Bottini, ma devono essere prenotate con largo anticipo, e la disponibilità ad effettuare la visita, dipende anche dal livello dell’acqua presente nei tunnel.